Vado in bicicletta da quando sono bambino. Ricordo ancora nitidamente quando, con mio padre, prendevo la mountain bike e lo "sfidavo" sui sentieri che portano ai laghi vicini a Pergine Valsugana, il paese in provincia di Trento dove abito e sono nato, il 13 gennaio 1987. Gite di pochi chilometri, immersi in paesaggi stupendi. Momenti rilassanti per mio padre, esaltanti per me. Mi sentivo emozionato e felice. Stava nascendo una grande passione che si sarebbe trasformata in un grande sogno.
Le strade vicino a casa, però, dopo un po' non mi bastavano più. Volevo far correre altrove la mia bicicletta. Un modo per sentirmi libero, su due ruote sottili. Così, quasi per caso, ho conosciuto l'Unione Sportiva Aurora, una delle società ciclistiche più importanti del Trentino.
All'età di 7 anni è arrivato il grande giorno: la mia prima, vera, gara. Cercavo di nascondere l'emozione, ma ero nervoso. Agitato e felice. Teso e sereno. Una sensazione strana, che poi avrei provato centinaia di altre volte. La partenza era a Rovereto, città vicina al mio paese. Categoria Giovanissimi. Ho pedalato forte, divertendomi, come quando andavo con mio padre, ai laghi vicino a casa. E ho vinto. Una gioia infinita, che non dimenticherò mai. Negli anni successivi sono riuscito a mettermi spesso in mostra, ma le gare e lo spirito di gruppo mi sono serviti soprattutto per farmi nuovi amici, divertirmi e amare sempre più quest
o sport.
Quando sono passato alla categoria Esordienti, ho continuato a divertirmi. E a vincere. In totale sarò riuscito a portare a casa una ventina di successi. Nel 2000, poi, è arrivata la prima vera occasione importante: il campionato italiano su strada della categoria. Una grande emozione e la possibilità di confrontarmi con realtà diverse da quella trentina. Proprio a questo mi sono serviti i due successivi anni tra gli Allievi, che mi hanno permesso di allargare gli orizzonti.
Dal Trentino alla Toscana. Una volta Juniores, l'Us Aurora si è affiliata all'As Aquila di Firenze che mi ha permesso di fare maggiore esperienza. Sono stati anni importanti: la passione si stava trasformando in qualcosa di più. Ho vestito più volte la maglia azzurra, sia su strada che su pista, conquistando anche un bronzo agli Europei ed un 13° posto ai Mondiali di Los Angeles.
Il sogno si stava avverando. Ne era passato di tempo dalle gite in mountain bike con mio padre. Ma lo spirito era sempre lo stesso: pedalare per divertirmi, migliorarmi grazie a persone eccezionali che ho incontrato lungo la strada.
E' così che è arrivato un altro grande salto, il passaggio tra i Dilettanti, con la maglia della prestigiosa Zalf Desireé Fior, la mia casa per tre anni. Una società che mi ha fatto crescere non solo come corridore, ma anche come uomo. In questi tre anni ho imparato tanto e ho vissuto gioie indelebili nella memoria. Per 11 volte sono arrivato al traguardo a braccia alzate, trampolino di lancio verso i Mondiali Under 23 di Varese, dove ho chiuso con un buon 8° posto.
Ed eccoci arrivati ai giorni nostri, all'avvenimento più importante della mia carriera: la firma di un contratto da professionista con il team Pro Tour Liquigas (oggi Liquigas Cannondale), una delle formazioni più affermate in ambito internazionale. Il sogno finalmente si è avverato, ma è soltanto il punto di partenza. Il primo anno mi è servito per prendere confidenza con la realtà, capire i miei limiti e le mie potenzialità.
La stagione scorsa è stata una bellissima sorpresa. Ho partecipato a corse importanti, mitiche. Dalle Classiche del Nord al Tour de France. Grazie alla preparazione, sono riuscito ad ottenere piazzamenti importanti che mi hanno permesso di farmi conoscere ed apprezzare. Poi, al Giro del Veneto, è arrivata la prima vittoria da pro. Diluviava, una pioggia pazzesca. Ma quando ho passato il traguardo, con le braccia al cielo, era come se splendesse il sole. Anche grazie a quella vittoria, è arrivata la convocazione del commissario tecnico Paolo Bettini per i Mondiali in Australia. Una soddisfazione immensa, un onore che mi rende orgoglioso.
Ora sta per iniziare una nuova stagione, una nuova avventura. L'obiettivo è di continuare così, migliorandomi passo dopo passo, gara dopo gara. Dovrò faticare per questo, ma non mi spaventa. Certamente avrò bisogno del sostegno di tutti coloro che hanno creduto e credono in me.
Continuate a seguirmi, io intanto pedalo!





